CAIRO – Intorno alle 5 di ieri ora locale, l’esercito Egiziano è sceso per le strade del Cairo per sgomberare i manifestanti di Piazza Tahrir. Il sit-in dei manifestanti andava avanti dal 25 Febbraio scorso, primo giorno della rivoluzione. La rimozione forzata delle tende è avvenuta dopo che ieri pomeriggio alcuni gruppi di violenti avevano attaccato i dimostranti con lanci di pietre. L’intervento di carri armati dell’esercito che si erano interposti alle due fazioni sparando in aria era riuscito a disperdere temporaneamente la folla. Le truppe si sono poi ritirate dalla piazza.

Quasi 300 manifestanti fra i 15 e i 20 anni di età, tutti provenienti da quartieri popolari del Cairo, erano armati di bastoni di ferro e piedi di porco. Testimoni oculari riferiscono che alcune truppe dell’esercito hanno cooptato l’azione dei gruppi violenti con coltelli e machete e neutralizzato la resistenza dei manifestanti pacifici.

Anche se le ragioni dello sgombero non sono ancora del tutto chiare, fonti riferiscono che a scaturire la reazione dell’esercito è stato l’incendiarsi dello scontro inter-religioso che ha infiammato la capitale nei giorni precedenti. Secondo queste fonti, l’esercito avrebbe deciso di sgombrare la piazza per paura che vi si nascondessero armi saccheggiate dalle caserme durante la rivoluzione. Nella notte l’intera piazza Tahrir era stata già completamente ripulita, come se nulla fosse mai accaduto.

Questo è un duro colpo alla profonda fiducia che il popolo egiziano nutre nei confronti dell’esercito, ritenuto il vero difensore della Repubblica Araba. L’esercito stesso era stato finora garante della volontà popolare, al punto che Essam Sharaf, nuovo Primo Ministro ad interim, è stato suggerito al presidente del Consiglio supremo delle Forze armate Tantawi da una delegazione di giovani rivoluzionari.

©

da: ilSole24Ore