Cairo – Il dipartimento di Stato americano ha siglato un accordo da $40 milioni per la vendita di armi a diversa nazioni del Medioriente nel 2009, di cui $101 milioni per la consegna di armamenti all’Egitto.

Anche l’export di armi dall’Unione Europea è salito vertiginosamente nel biennio 2008-2009, registrando un aumento del 69%. Il Regno Unito soltanto ha registrato un traffico di armi per l’Egitto pari a £16.4 milioni nel 2009, rilasciano 81 licenze diversa ad altrettante compagnie private. Anche Algeria, Libia, Marocco e Tunisia hanno beneficiato da questa impennata, per un traffico totale pressoché raddoppiato nel solo 2009, passando da €985 milioni a €2 miliardi.

Secondo il report annuale del MInistero della Difesa Francesse, il traffico di armi per l’Egitto provenienti da compagnie francesi ha prodotto l’ammontare di $322 milioni nel quinquennio 2005-2009. Le licenze comprendevano il taffico di bombe, missili e razzi ma anche veicoli militari, aerei e componenti elettroniche. A differenza del Regno Unito e degli States però, la Francia (e la Germania) ha interrotto le forniture militari al governo Mubarak in Febbraio, in concomitanza con l’inizio degli scontri che hanno portato alle dimissioni dell’ex presidente Hosni Mubarak.

Le compagnie produttrici di armi intrattengono relazioni molto strette con i dipartimenti di stato, esercitando un influenza immensa sulle politiche dei governi. “Questa influenza è la prima ragione per cui fornitori di armi godono di finanziamenti e supporto politico sproporzionati da parte dei proprio governi”, scrive l’organizzazione non-governativa con base a Londra Campaign Against Arms Trade (CAAT).

C’è un fattore importante dietro questo incremento improvviso di traffico di armi: se gli USA decidessero di ridimensionare la loro produzione, chi compra gli armamenti si rivolgerebbe direttamente a Cina e Russia, loro diretti competitori, ha dichiarato Matthew Schroeder a Forbes.

Questa notizia piove un pò sul bagnato in Egitto, dove Mercoledì scorso le forze armate hanno sgomberato i manifestanti radunatisi in piazza Tahrir dal 25 Gennaio con la scusa di evitare che i manifestanti pacifici nascondessero armi nella piazza. I recenti scontri inter-religiosi avvenuti nella capitale rappresentano apparentemente un ulteriore motivo di preoccupazione per le forze armate.

In seguito al saccheggio di diverse centrali della polizia e prigioni durante i 18 giorni di scontri che hanno spinto Hosni Mubarak a rassegnare le dimissioni da Presidente, la proliferazione di armi in Egitto è aumentata considerevolmente, specialmente nei quartieri popolari del Cairo. Lo sgombro di piazza Tahrir è stato perciò ben accolto dai molti egiziani che desiderano tornare alla ‘normalità’ e chiedono che venga rialzato il livello di sicurezza nel paese.

La polizia è pressoché assente dalle strade dal 28 Gennaio.

©

read the article in English on Bikyamasr