Cairo – Nella sua prima conferenza stampa da Ministro dll’Economia del nuovo governo Egiziano ad Interim, Samir Radwan ha dichiarato che il Ministero sta lavorando ad una roadmap per migliorare le condizioni di lavoro in Egitto. Nel tentativo di smentire il pessimismo che in campo economico ha segnato il primo periodo post-rivoluzionario, Radwan ha dichiarato che l’economia Egiziana non ha collassato perché grazie alla varietà della sue maggiori produzioni. L’esperta di turismo del STR Global Elizabeth Randall, ha infatti fatto sapere che l’industria Egiziana del Turismo ha registrato un calo generale del 20% e si riprenderà soltanto nel caso in cui la situazione politica garantisca una maggiore stabilità.

Ma anche ammettendo che gli indicatori macroeconomici non sono per nulla soddisfacenti, il Ministro dell’Economia ha ricordato che lo scopo dell’economia Egiziana in futuro sarà quello di ottenere un maggior livello di giustizia sociale. Nonostante l’ammontare del deficit accumulato nell’anno fiscale 2010/2011 era previsto per il 7.9% del PIL, nuove stime lo danno all’8.5. Discutendone con Lord Stephen Green del Ministero dell’Economia Britannico, Radwan ha sostenuto che l’Egitto si aspetta almeno la cancellazione degli interessi sul debito da parte dell’UE. Nel frattempo, i rifornimenti di grano, olio e farina sono stati assicurati per i prossimi mesi e la borsa riaprirà il 28 Marzo.

Sbloccare lo stallo

Durante la conferenza stampa, il Ministro Radwan ha dato il benvenuto a Juan Somavia, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), sottolineando l’importanza ed lodando il tempismo della sua visita. Il ministro ha annunciato che la roadmap per la ripresa economica sarà redatta intorno a tre punti principali. Come prima cosa, Il ministero si impegnerà ad incrementare i salari minimi, concedendo una delle richieste più importanti portate avanti dalla coalizione dei Giovani che ha contribuito allo scatenarsi degli eventi terminati con le dimissioni dell’ex presidente Mubarak. Il salario minimo in Egitto equivaleva nel 2010 a 400 puond Egiziani, ovvero €50 mensili.

Il Ministero ha previsto che il piano di incremento dei salari costerà al governo LE750 milioni (€100 milioni). Il secondo punto prevede una guerra alla disoccupazione, e la creazione da parte del governo di 650.00 posti di lavoro per nuovi laureati. Il Ministro dell’Immigrazione el-Boraei ha fatto sapere che discuterà dell’opportunità di ridurre il numero di permessi lavorativi forniti agli stranieri. ‘Dando priorità agli Egiziani’, sostiene il Ministro, ‘si creeranno più opportunità per i nostri connazionali’. Si calcola che la disoccupazione in Egitto si aggirasse intorno al 9.6% nel 2010. Ciononostante, mancano del tutto i dati riguardanti l’occupazione nel sommerso e informazioni sulle condizioni di lavoro in Egitto sono insufficienti.

Il terzo punto della strategia riguarda la costruzione di una valle parallela a quella del Nilo che, contando sull’esistenza di una reticolo di falde acquifere, potrà creare nuove aree coltivabili ed attirare migliaia di lavoratori. Su quest’ultimo punto però, già l’ultimo governo aveva incontrato una forte opposizione da parte di Organizzazioni non governative ed organi della società civile. Piani di sviluppare aree desertiche in nuove zone coltivabili sono difficilmente sostenibili per il fragile ecosistema locale e soprattutto dovrebbero contare su un’ingente fornitura di acque dal Nilo, la cui portata è recentemente diminuita in seguito alla costruzione dell’enorme ‘Nile Dam’ in Sudan. Proprio ieri, il Primo Ministro Etiope Males Zenawy ha annunciato l’inizio dei lavori per un altra diga in Etiopia. “Il Ministero delle Finanze sta studiando dei modi con cui incentivare l’acquisizione di terreni e licenze da parte di investitori”, ha dichiarato Radwan aggiungendo “L’economia Egiziana ha la stessa potenzialità di emergere, come India e Sudafrica”.

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